Commento del 12 novembre 2017

Qual è il dramma vero per le dieci vergini della parabola evangelica propostaci oggi? Il fatto che si sono addormentate o che, all’arrivo dello sposo, alcune non avevano quanto era necessario per riconoscerlo lucidamente? Certamente il problema vero è il secondo: l’arrivo del Signore coglierà tutti di sorpresa, ma se nel tempo dell’attesa il cristiano si prepara all’incontro, alimentando la lampada della fede con l’olio della preghiera e dell’ascolto della Parola di Dio, diviene “discepolo della Sapienza” (I Lettura), sempre assetato di Dio e della sua verità. Come è accaduto alle vergini sagge che hanno saputo conservare dell’olio per i momenti tenebrosi (Vangelo), anche per ciascuno di noi si impone di vigilare nello spirito, perché l’armatura della fede possa proteggerci di fronte alla tentazione di assopirci in una vita mediocre e continuamente oppressa dal peccato. Come afferma sant’Agostino: «Tutta la durata del tempo è come una notte, nel corso della quale la Chiesa veglia, con gli occhi della fede rivolti alle Sacre Scritture come a fiaccole che risplendono nel buio, fino alla venuta del Signore».

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