Commento del 8 aprile 2018

Il Vangelo ci racconta quanto accade nel Cenacolo a distanza di otto giorni, prima in assenza di Tommaso, poi in sua presenza. Il ritmo del tempo è quello liturgico di una comunità che si riunisce ogni otto giorni, la domenica, per fare memoria della Pasqua e accogliere la presenza del Signore. La beatitudine della fede, che Gesù ricorda a Tommaso, è la beatitudine alla quale siamo chiamati nell’ottavo giorno, quando dobbiamo riconoscere la presenza del Risorto nella Parola, nel pane, nella comunità. È quanto vive l’autore dell’Apocalisse (II Lettura), il quale ha una visione del Risorto quando viene rapito dallo Spirito, proprio “nel giorno del Signore”. Anche noi siamo chiamati a vivere questa esperienza ogni domenica quando, celebrando l’Eucaristia, possiamo godere di un’esperienza spirituale che, facendoci riconoscere la presenza del Vivente tra di noi, ci dona occhi nuovi. Se la comunità cristiana vive questo respiro liturgico, diviene come la chiesa di Gerusalemme (I Lettura), alla quale il Signore aggiungeva una moltitudine di credenti.

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