Veglia di Pentecoste 2026
Ieri, nei primi vespri della Solennità di Pentecoste, la comunità diocesana è stata convocata presso la parrocchia Sant’Agostino, a Giovinazzo, per celebrare un momento di preghiera sotto la presidenza del Vescovo Domenico.
Come dice la Scrittura “Nessuno può dire “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo”, e noi abbiamo invocato lo Spirito per riconoscerci, pur nelle infinite diversità, un solo gregge con un solo Pastore, il buon Pastore.

Al centro della veglia un gesto significativo: ogni parrocchia ha inviato tre suoi rappresentanti, un ragazzo, un giovane ed un adulto, che hanno portato all’altare la tessera di un mosaico, per comporre l’immagine del Buon Pastore.
Il mosaico è un’arte antichissima e profondamente simbolica: nasce dall’unione di piccolissimi frammenti — pietre, vetri, ceramiche, oro — chiamati tessere, che da soli sembrano insignificanti, ma insieme danno vita a immagini luminose e immortali.
La sua bellezza non sta soltanto nel risultato finale, ma nel mistero che custodisce: da ciò che è spezzato nasce armonia. Ogni frammento ha una forma irregolare, imperfetta, eppure trova il suo posto dentro un disegno più grande. È per questo che il mosaico è spesso visto anche come metafora della vita umana: le ferite, le esperienze, le differenze e perfino le fratture possono diventare parte di qualcosa di meraviglioso.
Nelle basiliche antiche, specialmente quelle bizantine, i mosaici non erano
semplici decorazioni. La luce che colpiva le tessere dorate faceva vibrare le pareti come se il cielo entrasse sulla terra. Non raccontavano solo storie: volevano trasmettere il senso dell’eterno.
Osservare un mosaico da vicino significa vedere frammenti disordinati; guardarlo da lontano significa scoprire un volto, una scena, una visione. Ed è forse questa la sua lezione più affascinante: ciò che nella vita appare confuso o incompleto può acquistare significato quando viene visto nella sua interezza.

Signore Gesù, Buon Pastore,
Tu che cammini davanti al tuo gregge e conosci le strade del cuore umano,
guidaci con la luce della tua presenza.
Quando siamo smarriti, cercaci. Quando siamo stanchi, sostienici.
Quando la paura ci chiude il cuore, richiamaci con la tua voce mite e fedele.
Ti affidiamo coloro che nella Chiesa sono chiamati a guidare:
sacerdoti, diaconi, religiosi, educatori e catechisti.
Dona loro un cuore capace di ascolto, mani pronte a sostenere,
uno sguardo attento a chi resta indietro.
Fa’ che non cerchino il proprio interesse, ma servano con umiltà e amore,
seguendo il tuo esempio di Pastore buono che dona la vita per il suo gregge.
Spirito Santo,
insegnaci a camminare insieme,
a custodire la storia ricevuta e a costruire con fiducia il futuro della Chiesa.
E rendi anche noi capaci di essere piccoli pastori gli uni per gli altri:
presenza che consola, parola che incoraggia, luce che accompagna nel buio.
Amen.